16/05/2011 “Era Inverno” (magistralmente impreziosita dall’organo hammond dello stesso Tony Pagliuca dei Le Orme!) SHIVER
11/05/2011 La tecnologia viene assimilata alla filosofia della band: dal testo “L’Animale”, registrato sul telefono,si produce una canzone 2.0, come una istantanea testuale (viene mantenuta la primissima versione, per l’atmosfera che riesce ad evocare) a cui viene aggiunta la sessione strumentale. IL PICCOLO
10/05/2011 Il tutto controllato da una forma rilassata e spassionata di indie/cantautorato rock, che parla di sé e dei membri del gruppo in una sfera d’intima fiducia – LOUDVISION
10/03/2010 Originali remake e strumenti classici per sonorità “hard”- LA STAMPA
20/02/2010 “Basterebbe già solo questo a soddisfare i fan del gruppo, ma ecco che arriva la ciliegina sulla torta: “L’Animale”. E si presenta proprio come un’animale questa traccia. Un po’ selvaggia, quasi al naturale. Non è un caso infatti, questo è un brano 2.0, ovvero registrato su IPhone e poi rielaborato in studio.” SALTINARIA
18/01/2011 “…,la particolarità numero uno è che il pianoforte nel brano è stato registrato con un cellulare,…” letlovegrow.it
8/01/2011 “”L’animale” (questo il titolo del brano) risulta essere un piccolo gioello di sperimentazione e propositività; non da segno alcuno di forzatura compositiva pur nella sua indiscutibile originalità, risultando non solo un ascolto interessantissimo, ma anche fortissimamente consigliato a quanti credono o immaginano la musica in evoluzione.” ROCKAMBULA
31/12/2010 “L’Animale è una marcetta spiazzante in cui la voce di Luca viene accompagnata da un piano lo-fi registrato con il cellulare (davvero!) e quel tanto di elettronica, un brano davvero riuscito.” INDIERIVIERA
15/12/2010 “…strambo esempio di cantautorato minimalista per voce e pianoforte…” Outnet.net
5/12/2010 “Piace questo contagio di elementi pop-rock, prog e cantautorato, questo intrecciarsi di aciderie vintage, la disinvoltura delle timbriche (archi ed elettricità, mellotron e sintetizzatori…) ed i preziozismi d’arrangiamento senza ostentazione” – SENTIRE ASCOLTARE
5/12/2010 – “Attenzione però, perché non è un semplice brano… ma un brano 2.0. Cosa significa?” – PAUSA CAFFE’
22/11/2010 – “…in particolare nell’ambito della sperimentazione di nuove melodie, affidandosi alle loro reminescenze e proponendo questi brani in chiave diversa e ovviamente personale, il ché non è facile” http://www.artistsandbands.org/
20/11/2010 – “Come prima, più di prima”
The Rock Blog Review
5/11/2010 – La Stampa (Alessandria) – “Sintomi di gioia oggi a Telecity”
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“stralci di realtà quotidiana ed echi di lamenti esistenziali in perfetto stile Verdena si sommano al surrealismo agrodolce di Battiato o al grunge suadente dei Pearl Jam”
ROCKIT
“indie rock ricercato e di grande impatto emotivo”
mtv.it
“…la sensazione è che i Sintomi di Gioia siano qualcosa di più che l’ennesima indie rock band italiana. Siatene curiosi.”
Il Mucchio
“notevole il lavoro fatto da Luca Grossi, autore di tutte le liriche e appassionato vocalist, per adattare l’italiano dei suoi testi complessi ed assai poetici ad un registro musicale non proprio favorevolissimo alla nostra lingua, con risultati fluidi e quasi del tutto privi di quelle “forzature metriche” così frequenti in campo “indie”
grigiotorino.it
“quel video è caravaggesco”
La stampa
“l’album di debutto, bizzarra fusione tra testi surreali alla Franco Battiato e ritmi decisamente rock”
Libero Milano
Sintomi di Gioia alla FNAC Le Gru di Torino
Musica
“galleggiano nella forma canzone senza mete precise, in assoluta libertà, giocando con implosioni e esplosioni sonore”
Alias
“un gruppo emergente davvero formidabile [...] Il singolo apripista è “Non puoi”, un brano dalla musica emozionante e armonica”
vanity music
“Una traccia tira l’altra evitando eccessivi cali di tensione, come se i nostri non volessero mai lasciare la presa, caratteristica che amplifica la potenza comunicativa dei testi [...] stile personale e schietto [...] personalità matura e ferma”
beautiful freaks
“un disco sorprendente, una gran opera prima, belle canzoni, forse non troppo immediate, ma con alla base una gran ricerca sonora e vocale che si ricompone nella fusione di più generi, che dalla metà degli anni novanta accompagnavano la vita dei 4 ragazzi di Tortona”
antonello furione
“Gruppo alessandrino che ha aperto concerti di formazioni importanti [...] e che si appresta a registrare in studio con il batterista dei Timoria”
“È un momento di intensa attività per la band alessandrina Sintomi di gioia”
la stampa
“Per qualche critico sono la “punta di diamante” della nuova musica alessandrina”
corriereal.it
” ‘Segnalibro’: rock alternativo e songwriting poetico”
gufetto.it
“non si ferma il momento d’oro della giovanissima band alessandrina”
giornal.it
“Non Puoi [...] Un arrangiamento azzardato in cui la batteria non suona nel ritornello!”
inalessandria.it
“un momento di grande ascesa per questa realtà musicale”
giornal.it
“Un’esordio brillante, pieno, puro e magistrale!”
“Sintomi di gioia, gruppo di Alessandria al debutto discografico, finalmente ci porta una ventata di buona musica, facendoci respirare, senza troppe pretese, solo i segnali del sentimento che fa capo al loro nome”
Liverock
“Segnalibro è un’uscita da tenere in considerazione. Un bel raggio di sole in questo tempo musicale sempre più nuvoloso”
The ship magazine
“Vive di scontri e di incontri il lavoro dei Sintomi di Gioia, band di Alessandria capitanata da Luca Grossi, dai quali scaturisce un sound originale e di facile assimilazione”
Meltin’pot on web
“un esordio sicuramente lodevole in cui emergono svariate influenze, tutte ben addomesticate ed interpretate dallo stile della band, che riesce in più di una canzone a dimostrarsi maturo e cosciente dei propri evidenti pregi”
Rockline
“imprevisto incrocio di suoni…un tocco surreale anche per la cover, dipinta da Francesco Lo Castro”
Left