DOWNLOAD “L’animale” COMPLETO - 29,3 MB
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CANZONI
1) L’animale – 4,9 MB
2) Arrivederci Addio (cover Perturbazione) – 7,7 MB
3) Era Inverno (cover – Le Orme) – 6,5 MB
4) Spazi autogestiti (cover – Ritmo Tribale) – 4,9 MB
COPERTINA – stampa – 5,1 MB
CREDITS
Produzione esecutiva: Imagina Production, Sintomi di gioia
Produzione artistica: Fabio Magistrali, Sintomi di gioia, Alessandro Ciola
1) L’animale
Autore: Luca Grossi
Luca Grossi: voce e piano (registrati in presa diretta con il telefono cellulare), sintetizzatore , cori
Fausto Franchini: fruscio, arrangiamento del rumore
2) Arrivederci addio
Autori: Pier Luigi Giancursi e Rossano Lo Mele
Luca Grossi: voce, chitarra, sintetizzatore
Tommaso Cerasuolo: voce
Fausto Franchini: chitarra
Cristiano Lo Mele: chitarra
Stefano Zannini: basso
Eugenio Solinas: violoncello
Emanule Peccorini: batteria, tamburo scordato
3) Era inverno
Autori: Aldo Tagliapietra, Tony Pagliuca, Gian Piero Reverberi
Luca Grossi: voce, chitarra
Fausto Franchini: chitarra
Tony Pagliuca: organo Hammond
Stefano Zannini: basso
Eugenio Solinas: violoncello
Emanule Peccorini: batteria, tamburo scordato
4) Spazi Autogestiti
Autori: Fabrizio Rioda, Andrea Scaglia, Stefano Rampoldi
Luca Grossi: voce, mellotron campionato, sintetizzatore
Fausto Franchini: chitarra
Stefano Zannini: basso
Emanule Peccorini: batteria
Art Work e progetto grafico: Daniela Ferretti, Fausto Franchini, Luca Grossi
Registrato da Alessandro Ciola presso Imagina Production di Torino nel 2010.
Mixato da Fabio Magistrali, Alessandro Ciola e Sintomi di gioia presso Imagina Production di Torino nel 2010 e da Sintomi di gioia presso SDG Studio a San Giuliano Nuovo (AL).
Mastering da Alessandro Ciola presso Imagina Production (Torino)
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I punti forti di questo lavoro sono immediatamente riconoscibili ed assimilabili anche da ascoltatori poco abituati a cambi di registro repentini ed incursioni in territori musicali estranei al grande pubblico chitarre onnipresenti tessono e cementificano giri armonici di grande forza alternando arpeggi riflessivi a stridenti passaggi ritmici distorti e talvolta dissonanti mentre una voce forse poco profonda ma sicuramente dotata di sicurezza ed intonazione combatte contro limpeto delle sezioni ritmiche disegnando linee melodiche inusuali ed adatte al tappeto strumentale sottostante.Tutti i brani risultano mediamente ben costruiti ricchi di trovate mai rivoluzionarie ma sicuramente interessanti piccoli tocchi di classe che plasmano una dimensione fatta di personalit e padronanza tecnica elementi di enorme importanza per un genere come il Pop Rock perennemente flagellato da una mancanza cronica di nuove idee.Inserti di chitarre acustiche e violini lasciano tracce dal fascino quasi fiabesco allinterno dei brani in cui presenziano elementi che contribuiscono non solo allo spessore generale dei pezzi ma che rischiano di diventare un marchio di fabbrica per questa band dato linedito effetto che si viene a creare.Una ulteriore nota positiva si ritrova nella ricercatezza dei testi costruiti con termini e frasi dal sapore mai immediato che nascondono dietro ad un apparente assenza di significato la capacit di creare immagini quantomeno particolari senza scomodare temi eccessivamente ambiziosi ma allacciandosi a visioni oblique della quotidianit.Le rime non sono fortunatamente una necessit preferendo spesso e volentieri il raggiungimento di una cert profondit emotiva rispetto alla resa incondizionata a musicalit forzate e per questo irritanti.Purtroppo una cosa che non sono riuscito a farmi piacere il tono stesso della voce come gi accennato in precedenza mi sembra si sforzi eccessivamente nel mantenere una determinata impostazione senza riuscire a trasmettermi qualcosa di significativo a causa della sua mancanza di sfumature che sappiano interpretare rabbia calma o qualunque altra sensazione con il dovuto coinvolgimento.Al di l di questo parere assolutamente soggettivo ci pensano i suoni mai eccessivamente distorti o confusi ma non per questo deboli a convincermi che le capacit di questo gruppo sono senza dubbio promettenti il Post Punk italico di La Nostra Colazione mi ha portato alla mente gli Afterhours del periodo Germi anche grazie ad un testo dotato di maligno e surreale cinismo ma solo pochi minuti dopo arriva la Verdeniana Macigno a scuotere ulteriormente le acque proponendo strutture pi classiche interpretate dal personale stile chitarristico dei Sintomi Di Gioia.Riff dalla spietata matrice Grunge e cavernose linee di basso caratterizzano la conclusiva Come Le Scarpe ma un episodio che ben rappresenta la personalit dei 4 musicisti Alessandrini risulta essere Osservo Nuvole un brano dalla eccezionale solidit che mescola il pi classico degli Hard Rock tricolore con chitarre acustiche accelerazioni furiose figlie dellAlternative Rock Nord-Americano ed un intermezzo solistico durante il quale la chitarra si impadronisce di uno suono particolarmente oscuro che richiama lo Stoner commerciale degli ultimi anni. LINE UP – Luca Grossi – voce chitarra piano elettrico- Fausto Franchini – chitarra voce – Stefano Zannini – basso- Emanuele Peccorini – batteria – Matteo Schiesari – basso in Osservo Nuvole- Eugenio Solinas – violincello in Non Puoi La Nebbia E cos- Diana Tizzani – violino in E cos- Noemi Mazzoni – violino in E cos- Alessandro Ciola – shaker in Segnalibro- El Camon Band – clap handsTRACKLIST 1.
Come la scarpeSINTOMI DI GIOIA sono Luca Grossi voce chitarra piano elettricoFausto Franchini chitarra voceStefano Zannini bassoEmanuele Pecorini batteriaEugenio Solinas violoncello elettricoArticolo di Jose LeaciGrazie a Ufficio Stampa LunatikSul web – …..
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